venerdì, gennaio 14, 2011
martedì, dicembre 28, 2010
anime salve
Mille anni al mondo mille ancora /
che bell'inganno sei anima mia /
e che bello il mio tempo che bella compagnia /
[...]
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve /
mi sono visto che ridevo /
mi sono visto di spalle che partivo /
ti saluto dai paesi di domani
che bell'inganno sei anima mia /
e che bello il mio tempo che bella compagnia /
[...]
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve /
mi sono visto che ridevo /
mi sono visto di spalle che partivo /
ti saluto dai paesi di domani
giovedì, dicembre 23, 2010
mercoledì, dicembre 01, 2010
Stanotte ti ho sognata, maledizione. Non pensavo potesse accadere, in realtà, considerato che la mia attività cerebrale notturna é quella più stupida di ricarica batterie. Eppure é successo. E devo trovare il momento adatto e la forza per dirti ciò che mi frulla nel cervello prima che sia troppo tardi. Dannatissima. Gatta. Delle nevi.
Italiano tra gli italiani. Straniero tra stranieri. Fuori casa, nell'aria, note di luoghi lontani, melodie orientali che si intrecciano al respiro della città.
Si chiama Muhammad Imran.
Viene da lontano. Da posti remoti, dove vivere ha significato completamente diverso a come lo si intende normalmente. Sempre che esista una normalità in questo mondo.
Cammina, Muhammad, cammina tanto: otto chilometri al giorno tra andare e venire, sempre senza lamentarsi. Mai una parola.
Qualsiasi cosa per fuggire da quel sibilo.
Le bombe sono come il buio quando ti prende da piccolo. La paura ti rimane cucita addosso per sempre.
Si chiama Muhammad Imran.
Viene da lontano. Da posti remoti, dove vivere ha significato completamente diverso a come lo si intende normalmente. Sempre che esista una normalità in questo mondo.
Cammina, Muhammad, cammina tanto: otto chilometri al giorno tra andare e venire, sempre senza lamentarsi. Mai una parola.
Qualsiasi cosa per fuggire da quel sibilo.
Le bombe sono come il buio quando ti prende da piccolo. La paura ti rimane cucita addosso per sempre.
domenica, novembre 21, 2010
domenica, novembre 07, 2010
martedì, novembre 02, 2010
giovedì, ottobre 14, 2010
lunedì, ottobre 11, 2010
domenica, ottobre 10, 2010
Che giorno è?
è un giorno che mi affronta e che mi vince
Io vedo te
nel sangue, nel fiume, nel corpo
Nel fiume, nel corpo, mi perdo
e ti ottengo
Nel fiume, nel corpo, mi perdo
e ti ottengo
Che giorno è?
è un giorno che mi invita e poi mi lascia
Io vivo in te
nel sangue, nel fiume, nel corpo
Nel fiume, nel corpo, mi perdo
e ti ottengo
Nel fiume, nel corpo, mi perdo
e ti ottengo
giovedì, ottobre 07, 2010
lunedì, ottobre 04, 2010
La mia vita è come un treno. Una vecchia, maestosa, sbuffante locomotiva a vapore.
È come un treno, però senza destinazione, e capace solo di andare avanti.
Nel viaggio, tante stazioni. Alcune lontane, altre vicinissime. Alcune in pianura, facili da raggiungere, e altre in montagna, sotto la neve o nella bufera. Alcune carine, altre di quelle che non ti fermeresti neanche un secondo. E poche, pochissime, sono quelle che non lasceresti mai. Ma devi.
Nel convoglio ci sono diverse carrozze. E su quelle carrozze c'è o ci è passata tutta la gente che conosco. In fondo il vagone "lavoro"', poi quello "conoscenti", e subito dopo i "parenti". Più avanti, più piccolo, quello degli "amici". Capita spesso che le persone si trasferiscano da un vagone all'altro. Di solito c'è più movimento nel fondo, c'è molto meno controllo. Attaccato alla locomotiva ce n'è uno minuscolo, con mamma, papà e Davide.
Io sto alla guida, a spalare carbone per la caldaia.
Accanto a me, adesso c'è un posto vuoto.
È quello dell'altro macchinista. È un posto importante, certamente. Un posto dedicato a chi aveva deciso di comune accordo di saltare sullo stesso binario, con la propria locomotiva, i propri vagoni, i propri passeggeri; e unire il tutto, per vedere di raggiungere mete comuni, migliorare il percorso e sforzarsi di meno. O più semplicemente aiutarsi, tenerle in corsa quelle due locomotive, lucidarle per bene. Amarsi.
È un guaio, non puoi pensare che qualsiasi locomotiva possa andare bene. C'è quella più veloce, quella più bella, quella sgangherata, quella che non riesce a tenere il passo... Non è che dalla mattina alla sera ti ritrovi il modello compatibile con la tua. Quando e se ti capita ringrazi il cielo. Ogni tanto sferragliano, gli dai pressione, calore, e si risistemano.
Anche se non ti aspetti che al primo strattone si scassi il gancio, in verità.
Continuo a spalare carbone.
È come un treno, però senza destinazione, e capace solo di andare avanti.
Nel viaggio, tante stazioni. Alcune lontane, altre vicinissime. Alcune in pianura, facili da raggiungere, e altre in montagna, sotto la neve o nella bufera. Alcune carine, altre di quelle che non ti fermeresti neanche un secondo. E poche, pochissime, sono quelle che non lasceresti mai. Ma devi.
Nel convoglio ci sono diverse carrozze. E su quelle carrozze c'è o ci è passata tutta la gente che conosco. In fondo il vagone "lavoro"', poi quello "conoscenti", e subito dopo i "parenti". Più avanti, più piccolo, quello degli "amici". Capita spesso che le persone si trasferiscano da un vagone all'altro. Di solito c'è più movimento nel fondo, c'è molto meno controllo. Attaccato alla locomotiva ce n'è uno minuscolo, con mamma, papà e Davide.
Io sto alla guida, a spalare carbone per la caldaia.
Accanto a me, adesso c'è un posto vuoto.
È quello dell'altro macchinista. È un posto importante, certamente. Un posto dedicato a chi aveva deciso di comune accordo di saltare sullo stesso binario, con la propria locomotiva, i propri vagoni, i propri passeggeri; e unire il tutto, per vedere di raggiungere mete comuni, migliorare il percorso e sforzarsi di meno. O più semplicemente aiutarsi, tenerle in corsa quelle due locomotive, lucidarle per bene. Amarsi.
È un guaio, non puoi pensare che qualsiasi locomotiva possa andare bene. C'è quella più veloce, quella più bella, quella sgangherata, quella che non riesce a tenere il passo... Non è che dalla mattina alla sera ti ritrovi il modello compatibile con la tua. Quando e se ti capita ringrazi il cielo. Ogni tanto sferragliano, gli dai pressione, calore, e si risistemano.
Anche se non ti aspetti che al primo strattone si scassi il gancio, in verità.
Continuo a spalare carbone.
martedì, settembre 28, 2010
Molte verità separate, non appena sono in numero abbastanza grande, offrono così vivamente allo spirito la loro relazione e la loro reciproca dipendenza, da sembrare che dopo essere state staccate le une dalle altre con una specie di violenza, cerchino naturalmente di riunirsi.
Préface sur l'utilité des mathematiques
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