The best kiss is the one that has been exchanged a thousand times between the eyes before it reaches the lips.
- Unknown
sabato, gennaio 23, 2016
sabato, gennaio 09, 2016
venerdì, gennaio 08, 2016
mercoledì, gennaio 06, 2016
Guardami, guardami di più
Oltre l'istinto, quanta anima!
Cercala, cercala se c'è
Sotto un ritardo del cuore deserto
Tocca anima!
Magari che ci fosse l'anima in questo tempo di caucciù
Pieno di uomini e di nuvole, come noi
Prendimi: siamo uguali noi - io e te sorella - quanta anima!
Toccala, provami che c'è - io e te sorella - né cielo né terra, siamo anima!
Magari che ci fosse l'anima in questo minimo che c'è
Con un bastone, dietro a un angolo, che aspetta me, magari te!
Sta in chi ti grida in mezzo al traffico, che grida forte "Che bella musica che fai!"
Sta nelle idee che si ribellano, che ti cambiano
Ci sono quelli che perdono ma che non si perdono, imperfetti, indistruttibili, costretti a essere liberi
Sa' che cosa c'è? Hanno una specie di anima, che è sacra come i raggi di sole
Magari che ci fosse l'anima
Sta in una mano quando c'è
Sta in chi sparisce in fondo a un attimo anche se un angelo davvero, davvero non è
Magari che ci fosse l'anima in mezzo al minimo che c'è
Sta in questa specie di giocattolo che siamo noi
Oltre l'istinto, quanta anima!
Cercala, cercala se c'è
Sotto un ritardo del cuore deserto
Tocca anima!
Magari che ci fosse l'anima in questo tempo di caucciù
Pieno di uomini e di nuvole, come noi
Prendimi: siamo uguali noi - io e te sorella - quanta anima!
Toccala, provami che c'è - io e te sorella - né cielo né terra, siamo anima!
Magari che ci fosse l'anima in questo minimo che c'è
Con un bastone, dietro a un angolo, che aspetta me, magari te!
Sta in chi ti grida in mezzo al traffico, che grida forte "Che bella musica che fai!"
Sta nelle idee che si ribellano, che ti cambiano
Ci sono quelli che perdono ma che non si perdono, imperfetti, indistruttibili, costretti a essere liberi
Sa' che cosa c'è? Hanno una specie di anima, che è sacra come i raggi di sole
Magari che ci fosse l'anima
Sta in una mano quando c'è
Sta in chi sparisce in fondo a un attimo anche se un angelo davvero, davvero non è
Magari che ci fosse l'anima in mezzo al minimo che c'è
Sta in questa specie di giocattolo che siamo noi
martedì, dicembre 22, 2015
lunedì, dicembre 21, 2015
sabato, dicembre 19, 2015
Toccare una mente è assai più complicato che toccare un corpo, perché un corpo puoi stringerlo in un letto ma una mente no.
Una mente va dove vuole.
Quando resta, una mente, vuole darti tutto, vuole darsi davvero. Oltre presenze e assenze, oltre distanze e vicinanze, oltre quello che puoi dire o non dire, fare o non fare.
È ubiquamente tua.
Sa sorriderti più delle labbra, quando si accorge che non vuoi possederla ma prendertene cura. Ed è questo il miracolo profondo, il senso denso di un vero incontro.
Questo l’apice di ogni corrispondenza d’anima.
Questo il senso di appartenenza.
Partire per restare.
Viaggiare senza spostarsi ma andare dappertutto.
Mantenersi sempre un po’ selvatici ma farsi attraversare oltre i limiti dei propri confini.
E lasciarsi finalmente contaminare gli occhi da radici felici.
Massimo Bisotti
Una mente va dove vuole.
Quando resta, una mente, vuole darti tutto, vuole darsi davvero. Oltre presenze e assenze, oltre distanze e vicinanze, oltre quello che puoi dire o non dire, fare o non fare.
È ubiquamente tua.
Sa sorriderti più delle labbra, quando si accorge che non vuoi possederla ma prendertene cura. Ed è questo il miracolo profondo, il senso denso di un vero incontro.
Questo l’apice di ogni corrispondenza d’anima.
Questo il senso di appartenenza.
Partire per restare.
Viaggiare senza spostarsi ma andare dappertutto.
Mantenersi sempre un po’ selvatici ma farsi attraversare oltre i limiti dei propri confini.
E lasciarsi finalmente contaminare gli occhi da radici felici.
Massimo Bisotti
mercoledì, dicembre 16, 2015
He was not the first guy I shared my first kiss or had sex with. Who told me I was beautiful. Not my first heart love.
He was the first guy who taught me how to park my car. Who Traced his fingers on my body making patterns while I talk about my day. He was the first one who knew my bad day wasn't anything to do with me PMSing. He was the first man who realised I didn't need just a man but a companion, a friend. He saw all my scars and imperfection and didn't accept me with them but helped be in becoming a better version of me. He was the first one to touch my soul.
Khushneet Kaur
He was the first guy who taught me how to park my car. Who Traced his fingers on my body making patterns while I talk about my day. He was the first one who knew my bad day wasn't anything to do with me PMSing. He was the first man who realised I didn't need just a man but a companion, a friend. He saw all my scars and imperfection and didn't accept me with them but helped be in becoming a better version of me. He was the first one to touch my soul.
Khushneet Kaur
domenica, dicembre 13, 2015
venerdì, novembre 27, 2015
Lasciar perdere è fiducia, misericordia, rispetto della vita altrui. Lasciar vincere è presunzione. Se cerchi e riconosci solo la vittoria e durante la partita non ti diverti, sì… per me hai perso in partenza. Sono un libro e nell’attesa vivo la curiosità degli occhi, faccio baratto di carezze con le mani dei bambini, giro il mondo senza pagare il biglietto, ma diventandolo, non combatto battaglie perché non combatto guerre non mi regalo mi condivido. Anche dove non sembra la mia storia è anche la tua, gira con me girerai il mondo anche nel verso contrario. Sono nato per lasciar perdere, e vivere.
Vincenzo "Cinaski" Costantino
Vincenzo "Cinaski" Costantino
martedì, novembre 24, 2015
venerdì, novembre 20, 2015
domenica, novembre 08, 2015
2654
Nel gelo del silenzio, l'unico rumore è quello delle parole che ti sbattono nel cervello.
Assordanti. Non trovano voce.
"2654".
Come a volerli esorcizzare, Sergej contava i passi che mancavano al rifugio. Per lui non erano né pochi né troppi. Contare era semplicemente un diversivo, una tattica per distogliere l'attenzione dal bianco schizofrenico della neve tutt'attorno.
"1980".
Nel pieno della tormenta, con la temperatura un paio di decine di gradi sotto lo zero, sembrava che il vento scagliasse nell'aria lame di ghiaccio. L'unica soluzione era dimenticare di avere un corpo e continuare.
"1239".
Era sfinito. Camminava da ore, probabilmente da giorni, fermandosi solo il necessario. Il piede sinistro gli doleva ed aveva iniziato a trascinarlo. Senza un rumore attorno, il suo passo era diventato uno strano ritmo che lo aiutava a scandire il tempo.
"515".
Con sé aveva solamente un Dragunov carico ed uno zaino, il primo colpevole del peso del secondo.
Il peso delle anime morte ammazzate.
Assordanti. Non trovano voce.
"2654".
Come a volerli esorcizzare, Sergej contava i passi che mancavano al rifugio. Per lui non erano né pochi né troppi. Contare era semplicemente un diversivo, una tattica per distogliere l'attenzione dal bianco schizofrenico della neve tutt'attorno.
"1980".
Nel pieno della tormenta, con la temperatura un paio di decine di gradi sotto lo zero, sembrava che il vento scagliasse nell'aria lame di ghiaccio. L'unica soluzione era dimenticare di avere un corpo e continuare.
"1239".
Era sfinito. Camminava da ore, probabilmente da giorni, fermandosi solo il necessario. Il piede sinistro gli doleva ed aveva iniziato a trascinarlo. Senza un rumore attorno, il suo passo era diventato uno strano ritmo che lo aiutava a scandire il tempo.
"515".
Con sé aveva solamente un Dragunov carico ed uno zaino, il primo colpevole del peso del secondo.
Il peso delle anime morte ammazzate.
martedì, novembre 03, 2015
lunedì, novembre 02, 2015
venerdì, ottobre 30, 2015
giovedì, ottobre 08, 2015
E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio.
E quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza.
E quando avverti una crescente mancanza di energia.
E quando ti senti profondamente solo... ecco, quello è il giorno dell'appuntamento con il bilancio della tua vita. Generalmente non è un bel giorno... e non tanto perché il cielo si fa un po' più grigio... quanto perché tu ti fai un po' più schifo.
Dunque: il lavoro, beh il lavoro non manca. Voglio dire, c'è anche chi ce l'ha. Ma in genere non gode. L'impegno sociale morale civile, mi viene da ridere. La salute finché uno ce l'ha non ci pensa. Non resta che l'amore, la sfera degli affetti dei sentimenti. Che forse dentro, è la cosa che conta di più. E poi quella almeno, ce la scegliamo da noi. Un disastro!
Ma se si fallisce sempre, ci sarà una ragione. Dov'è che si sbaglia? Eh? Colpa mia... colpa tua... no, io a quelle cose lì non ci credo. L'errore dev'essere prima. Non una cosa recente. Probabilmente da bambino, un errore che ha influenzato tutta la nostra vita affettiva. Chi lo sa? Forse, il famoso Edipo. Forse, mamma ce n'è una sola. Anche troppa. Oppure nonni, zii fratelli, insomma figure, fotografie dell'infanzia che rimangono dentro di noi per tutta la vita.
Sì, un errore innocente impercettibile, che poi col tempo si è ripetuto moltiplicato ingigantito, fino a diventare gravissimo, irreparabile. Già, ma perché l’errore si ingigantisce? Dev'essere un po' come quando a scuola, facevamo le equazioni algebriche. Cioè, tu fai uno sbaglietto una svista, un più o un meno, chi lo sa... E' che poi te lo porti dietro, e nella riga sotto cominci già a vedere degli strani numeri. E dici, vabbè tanto poi si semplifica. E poi numeri sempre più brutti più grossi, sgraziati anche. Addirittura enormi, incontenibili, schifosi.
E alla fine: X = 472.827.324 / √87.225.035 + C
E ora prova un po' a semplificare. Non c'è niente da fare.
La matematica deve avere una sua estetica: X = 2.
Bello, la semplicità.
Forse per fare bene un'equazione è sufficiente avere delle buone basi. Ma per fare una storia d'amore vera e duratura, è necessario essere capaci di scrostare quella vernice indelebile con cui abbiamo dipinto i nostri sentimenti.
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