domenica, agosto 27, 2017

Che tu sia un falegname o un medico, non importa:
prima di fare qualsiasi cosa ragiona come se non avessi soldi né cibo né acqua.

domenica, febbraio 05, 2017

Quando dentro hai un mondo,
una massa enorme di emozioni che provi,
tante, differenti e spesso incoerenti,
che vorresti esplodessero per liberarti dal peso che ti porti a letto ogni notte,
ma guardi il foglio, la penna e la tastiera
e l'unica cosa che fai è fissare l'indecisione.

Una lacrima,
un grido
o un sorriso.

giovedì, febbraio 02, 2017



No, non mi sento felice.
Non è facile.

Niente è facile. Che tu sia ricco o povero, affamato o sazio, solo o pieno d'amici, NON È FACILE. Non lo è per nessuno. È una lotta continua tra quello che vorresti essere e quello che sei, dove quello che vorresti essere esce sempre sconfitto.

Quando vinceranno i sogni, quando morirà la realtà.

Lì saremo felici.

giovedì, gennaio 26, 2017

- Ma la malinconia può diventare un vizio?

- La malinconia è uno stato d'animo, e degli stati d'animo non ci si libera, ci si convive.


da Faccia a Faccia con Paolo Sorrentino

giovedì, dicembre 22, 2016

Innamorarsi è raro, ma non difficile.
La vera impresa è conservare quel sogno d'amore anche dopo la sua trasformazione in realtà. Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola.

M. Gramellini

martedì, settembre 20, 2016

Puoi andare anche dall'altra parte del mondo,
ma se non esci da certe stanze della tua mente
abiterai sempre lo stesso luogo.

[Anonimo]

mercoledì, settembre 07, 2016

"Noi non possiamo fare nulla. Il problema non sono le bruciature, ma il fumo che ha respirato. I gas esalati lo hanno bruciato dentro. Se vuole vivere deve farlo lui, deve restare sveglio e lottare".

Quarantadue giorni dopo Niki Lauda è a Monza.

Un titolo mondiale da difendere e riconquistare, l'orgoglio che non ci sta a vedere Carlos Reutemann al suo posto. Ma soprattutto in mente quelle parole, pronunciate mentre lui era lì, sveglio, cosciente, in bilico.

Ma Niki perde sangue, tanto. Le ferite non lo hanno abbandonato; i segni del rogo più famoso della F1 non se ne sono andati e mai se ne andranno. Soffre, urla, rischia. Le sue ferite, vive, rendono terribile anche solo indossare il casco. Sulla griglia il sangue pervade il suo volto, ma Lauda è lì per scacciarle per sempre quelle fiamme, inondandole di coraggio.

Quinto in qualifica, primo delle Ferrari. Regazzoni e Reutemann allibiti.

In gara fatica, ma poi si sblocca, gli automatismi tornano, il piede è sempre lui. Rimonta, conclude quarto, davanti a Reutemann, ingaggiato durante quelle ore convulse nelle quali forse nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla sua vita. Figuriamoci sul ritorno in pista. Ma Lauda ha già cancellato tutto.

"Il cervello di un pilota di Formula 1 è diverso. Non restano tracce di un incidente, neanche se è quasi mortale. La paura, il pericolo, scivolano via appena torni al volante. È un attimo. Le persone normali che non riescono a superare subito il problema se lo portano dietro per il resto della vita tremando al solo pensiero.

Un pilota non trema."

mercoledì, aprile 06, 2016

Quando smetti di arrabbiarti per una cosa
Hai semplicemente appena smesso di amarla

mercoledì, marzo 16, 2016

Speravo di avere finito di cercare.

Mi sono trovato all’improvviso a tornare indietro di cinque, sei anni, a ritrovarmi ventottenne, nella stessa condizione di un ventottenne.

Vallo a spiegare poi.

Ti senti fastidiosamente più grande dell’età che ti danno.

Inizi a pensare ad avere un certo tipo di vita, attiva e divertente ma fondamentalmente tranquilla, e ti ritrovi in mano con un pugno di mosche.
Per avere inseguito sempre la tua testa.

Avrei potuto avere il cosiddetto “posto fisso”, ma mi sarei sentito in gabbia.
Avrei potuto accontentarmi della prima persona praticamente devota a me che mi fosse capitata sotto mano, ma non l’ho accettata.

Avrei potuto, ma non l’ho voluto.

Vallo a spiegare poi.

Che ti ritrovi inconsapevolmente a fare male alle persone che ami, i tuoi genitori, tuo fratello, la tua compagna, i tuoi amici. Semplicemente perché hai dato fiducia alle tue idee. Sbagliando, forse, ogni volta.

In qualche momento avrei voluto essere “più a cazzi miei” e ascoltare meno bisogni e necessità degli altri. Semplicemente, però, non sarei mai stato lo stesso che hai conosciuto, sia nel bene che nel male.

A chiunque stia leggendo queste parole: scusa.

Sono stanco però.

giovedì, marzo 03, 2016

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti non cominciare mai.

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
mogli, parenti, impieghi
e forse la tua mente.

Fallo fino in fondo.

Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione, potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.

L'isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza, di quanto tu realmente voglia farlo.

E lo farai a dispetto dell'emarginazione e delle peggiori diseguaglianze. E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.

Se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.

Fallo, fallo, fallo.
FALLO!

Fino in fondo,
fino in fondo

Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
È l'unica battaglia giusta che esista.


Charles Bukowski